L'asciugamani col gallo
Michail Afanas'evic Bulgakov


Da studente, quasi mezzo secolo fa, avevo letto gli Appunti di un giovane medico di Michail Bulgakov. Uno dei racconti ivi contenuti era Lasciugamani col gallo. Mi piacque al punto da decidere di tradurlo in italiano. Iniziai a farlo, ma era davvero problematico sia districarmi nei termini medici, sia superare la parte emotiva, quando descrive con dovizia di particolari unamputazione. Ad un certo punto mollai il colpo, poich inizi? il mio infinito periodo di cambio casa, citt? e Paesi. Insomma, la traduzione incompleta dattiloscritta si perse, i computer erano ancora di l? da venire. Dopo tanto tempo, ho voluto riprenderla, a conferma, per restare in argomento bulgakoviano, che i manoscritti non bruciano. Pur se dallalto dellesperienza dovuta allet?, ? stata lo stesso unesperienza traumatizzante: mentre traducevo, mi venivano i lacrimoni, e un groppo saliva in gola.





Michail Bulgakov

L'asciugamani col gallo



Prefazione

Da studente, quasi mezzo secolo fa, avevo letto gli Appunti di un giovane medico di Michail Bulgakov. Uno dei racconti ivi contenuti era Lasciugamani col gallo. Mi piacque al punto da decidere di tradurlo in italiano. Iniziai a farlo, ma era davvero problematico sia districarmi nei termini medici, sia superare la parte emotiva, quando descrive con dovizia di particolari unamputazione. Ad un certo punto mollai il colpo, poich inizi? il mio infinito periodo di cambio casa, citt? e Paesi. Insomma, la traduzione incompleta dattiloscritta si perse, i computer erano ancora di l? da venire. Dopo tanto tempo, ho voluto riprenderla, a conferma, per restare in argomento bulgakoviano, che i manoscritti non bruciano. Pur se dallalto dellesperienza dovuta allet?, ? stata lo stesso unesperienza traumatizzante: mentre traducevo, mi venivano i lacrimoni, e un groppo saliva in gola.

Mark Bernardini, 2026.

Se uno non ha mai cavalcato su remote strade di campagna, non ha senso raccontarglielo: tanto non capir?. E a chi lha fatto, non voglio nemmeno ricordarglielo.

La dir? in breve: il mio cocchiere ed io abbiamo percorso le quaranta verste[1 - Vecchia misura lineare russa pari a 1.067 metri.] che separano la citt? distrettuale di Grac?vka dallospedale Murinskaja[2 - Il racconto riguarda la citt? distrettuale di Syc?vka e lospedale Nikolskaja. Bulgakov cambi? pi? volte i nomi del villaggio e dellospedale (Murevo, Murevskaja, Murav?vskaja, ecc.) e nel racconto Gola dacciaio, il primo pubblicato della serie, il villaggio e lospedale sono chiamati con i loro nomi propri: Nikolskoe e centro ospedaliero Nikolskij. Naturalmente, se gli Appunti sui polsini fossero stati pubblicati come libro separato, Bulgakov avrebbe senza dubbio standardizzato tutti i nomi.] per un giorno esatto. E curiosamente pure prima: alle due del pomeriggio del 16 settembre 1917, raggiungemmo lultima bottega situata alla periferia di quella straordinaria citt? di Grac?vka, e alle due e cinque del 17 settembre di quello stesso anno indimenticabile, mi trovavo sullerba battuta e morente, ammorbidita dalla pioggia settembrina, nel cortile dellospedale Murinskaja. Ero l?, con le gambe irrigidite, cos? irrigidite che sfogliavo mentalmente le pagine dei miei libri di testo proprio l? nel cortile, cercando di ricordare confusamente se questa malattia che causa lirrigidimento muscolare esistesse davvero, o se lavessi immaginata in quel sogno che avevo fatto nel villaggio di Grabilovka la notte precedente. Come diavolo si chiamava in latino? Ognuno di quei muscoli mi doleva di un dolore insopportabile, che ricordava il mal di denti. Le dita dei piedi, inutile dirlo, non si muovevano pi? negli stivali, giacevano immobili, come ceppi di legno. Confesso che in un impeto di codardia, sussurrai maledizioni alla classe medica e alla mia domanda di ammissione al rettore delluniversit?, presentata cinque anni prima. Nel frattempo, la pioggia cadeva a dirotto dallalto, come attraverso un setaccio. Il mio cappotto era gonfio come una spugna. Con le dita della mano destra, cercai invano di afferrare la maniglia della valigia e alla fine sputai sullerba bagnata. Le mie dita non riuscivano ad afferrare nulla e, di nuovo, imbottito di ogni sorta di nozione tratta da interessanti libri di medicina, mi ricordai della malattia: la paralisi Paralysis, mi dissi disperatamente, mentalmente, e Dio solo sa perch.

S sulle vostre strade, dissi con labbra blu e legnose, bisogna abituarsi a viaggiare

E per una qualche ragione, lanciai unocchiata furiosa al vetturino, anche se, a dire il vero, non era colpa sua se la strada era cos?.

Eh compagno dottore, rispose il vetturino, muovendo appena anche lui le labbra sotto i baffetti chiari, ci viaggio da quindici anni e ancora non riesco ad abituarmi.

Rabbrividii, guardai indietro con malinconia ledificio bianco scrostato a due piani, le pareti di tronchi grezzi della casetta dellinfermiera, la mia futura residenza  una casa a due piani pulitissima con finestre misteriose simili a bare  e sospirai profondamente. E poi, invece delle parole latine, mi balen? in testa una dolce frase, cantata da un tenore paffuto con le cosce bluastre in un cervello stordito dal dondolio e dal freddo:

Salve casta e pia dimora[3 - Cavatina di Faust tratta dal II Atto dellopera Faust di Charles-Fran?ois Gounod. Faust ? un vecchio trasformato in giovane da Mefistofele.].

Addio, addio per molto tempo, Teatro Bol?oj oro e rosso, Mosca, vetrine ah, addio.

La prossima volta indosser? un cappotto di montone pensai con dispettosa disperazione, tirando le cinghie della valigia con mani rigide, Io anche se la prossima volta sar? ottobre dovr? indossare due cappotti di montone. E prima di un mese non andr?, non andr? a Grac?vka Pensare Ho dovuto passare la notte! Abbiamo viaggiato per venti verste e ci siamo ritrovati nelloscurit? mortale di notte Ho dovuto passare la notte a Grabilovka linsegnante mi ha fatto entrare E stamattina siamo partiti alle sette del mattino Ed ecco fatto santo cielo pi? lento di un pedone. Una ruota sprofonda in un buco, laltra si solleva, la valigia ti colpisce i piedi: plop poi di lato, poi dallaltro lato, poi con il naso in gi?, poi sulla nuca. E dallalto vien gi?, e le ossa si congelano. Avrei mai creduto che nel bel mezzo di un settembre grigio e aspro un uomo potesse congelare in un campo, come nel gelido inverno?! Ma a quanto pare s?. E mentre muori lentamente, vedi la stessa cosa, sempre la stessa. A destra un campo gobbo e rosicchiato, a sinistra un boschetto rachitico, e accanto isbe[4 - Case contadine.] grigie e logore, cinque o sei. E sembrava che non ci sia anima viva. Silenzio, silenzio tuttintorno

La valigia alla fine cedette. Il vetturino si appoggi? con la pancia e me la spinse addosso. Cercai di tenermi alla cinghia, ma il braccio si rifiut? di muoversi e il mio compagno di viaggio, gonfio ed esausto, carico di libri e altre cianfrusaglie, si lasci? cadere sullerba, urtandomi i piedi.

Oh, Sign, inizi? il vetturino, spaventato, ma non mi lamentai: non sentivo le gambe, come morte.

Ehi, c? qualcuno? Ehi!, url? il vetturino, agitando le braccia come un gallo. Ehi, ho portato il dottore!

A quel punto, dei volti apparvero alle finestre buie della casa del dottore, incollati a esse, la porta sbatt, e poi vidi un uomo con un cappottino a brandelli e stivaletti che zoppicava sullerba verso di me. Si tolse rispettosamente e frettolosamente il berretto, corse due passi verso di me, sorrise timidamente per qualche motivo e mi salut? con voce roca:

Salve, compagno dottore.

Chi ??, chiesi.

Sono Egoryc, si present? luomo, il guardiano locale. La stavamo aspettando, da tanto tempo

E poi afferr? la valigia, se la mise in spalla e la port? via. Zoppicai dietro di lui, cercando invano di infilare la mano nella tasca dei pantaloni per estrarre il portafoglio.

Una persona, in sostanza, ha bisogno di ben poco. E soprattutto, ha bisogno di fuoco. Ricordo che, dirigendomi verso la natura selvaggia di Murinskoe, ancora a Mosca, mi ero ripromesso di comportarmi dignitosamente. Il mio aspetto giovanile era la rovina della mia esistenza durante i miei primi passi. Dovevo presentarmi a tutti:

Dottor Tal dei Tali.

E tutti inevitabilmente alzavano un sopracciglio e chiedevano:

Davvero? Pensavo fosse ancora uno studente.

No, mi sono laureato, rispondevo imbronciato, pensando: Devo mettermi gli occhiali, ecco cosa. Ma non cera bisogno di occhiali; imiei occhi erano sani e la loro chiarezza non era ancora stata offuscata dalle esperienze della vita. Incapace di proteggermi dai continui sorrisi condiscendenti e affettuosi con gli occhiali, cercai di sviluppare un comportamento distintivo, che ispirasse rispetto. Cercavo di parlare con misura e gravit?, di frenare il pi? possibile i miei movimenti impetuosi e di camminare invece di correre come i ventitreenni appena laureati. Con scarso successo, come mi rendo conto ora, molti anni dopo.




  .


   .

   ,     (https://www.litres.ru/pages/biblio_book/?art=73308333)  .

      Visa, MasterCard, Maestro,    ,   ,     ,  PayPal, WebMoney, ., QIWI ,       .



notes








1


Vecchia misura lineare russa pari a 1.067 metri.




2


Il racconto riguarda la citt? distrettuale di Syc?vka e lospedale Nikolskaja. Bulgakov cambi? pi? volte i nomi del villaggio e dellospedale (Murevo, Murevskaja, Murav?vskaja, ecc.) e nel racconto Gola dacciaio, il primo pubblicato della serie, il villaggio e lospedale sono chiamati con i loro nomi propri: Nikolskoe e centro ospedaliero Nikolskij. Naturalmente, se gli Appunti sui polsini fossero stati pubblicati come libro separato, Bulgakov avrebbe senza dubbio standardizzato tutti i nomi.




3


Cavatina di Faust tratta dal II Atto dellopera Faust di Charles-Fran?ois Gounod. Faust ? un vecchio trasformato in giovane da Mefistofele.




4


Case contadine.


